Così come i grandi vini hanno bisogno di una breve ossigenazione prima di essere bevuti anche il Toscano necessita di alcuni accorgimenti.

Soltanto dopo averlo fatto “riposare” in ambiente umidificato, e alle giuste temperature (60-70 % di umidità) il nostro sigaro si presenta pronto per essere fumato.

Fumarlo alla “maremmana” significa fumarlo per intero, gustando appieno la complessità e l’evoluzione del sigaro. Molti fumatori invece tagliano il sigaro a metà magari per una fumata più veloce. Lo strumento ideale per effettuare il taglio è la “ghigliottina” che consente un taglio netto e deciso, evitando di compromettere la struttura del sigaro con ripercussioni sulla qualità del tiraggio.

Accendere un Toscano non è come accendere una sigaretta, il rito dell’accensione è un momento molto importante e può richiedere, per una perfetta accensione, anche 40-50 secondi.

Il primo passo consiste nel riscaldare per qualche secondo l’estremità del nostro sigaro con una fiamma non più alta di due centimetri, quando sulla parte interessata dalla fiamma inizia la fase della combustione, si può procedere con l’accensione definitiva facendo roteare delicatamente tra le dita il sigaro a 360°, in modo tale che tutta la superficie del piede del sigaro sia esposta alla fiamma.

A questo punto lo si porta in bocca e si comincia ad aspirare il fumo con regolarità, senza eccessi, sino all’accensione totale. Il consiglio è di accendere il Toscano con un buon fiammifero di legno, o con un accendino caricato a gas butano, per essere certi che non verrà contaminato da odori sgradevoli.

Sia l’accensione che la fumata devono essere slow, per evitare di surriscaldare il sigaro, evitando così nel palato sensazioni amare.

Se il Toscano si spegne, il consiglio è di effettuare la riaccensione quanto prima evitando così la cristallizzazione del tabacco e le fastidiose sensazioni acide ed acre qualora la riaccensione avvenisse dopo lungo tempo.

Fonte: http://www.amicidelladolcevita.it
 

Leave a Reply